MANI DESIDERANTI. Poesie per vivere e reagire
Un’intensa meditazione lirica sul senso dell’esistenza, in cui l’allegoria delle mani guida il lettore attraverso il passaggio del tempo e la ricerca del sacro. Tra ritmi classici e sermo familiaris, la parola poetica rifiuta ogni artifizio per farsi preghiera, memoria e presidio etico nelle fragilità del presente.
Παῖς ὢν κόσμιος ἴσθι; Ἡβῶν ἐγκρατής; Μέσος δίκαιος; Πρεσβύτης εὔλογος; Τελευτῶν ἄλυπος | Da bambino, impara le buone maniere; da ragazzo, impara a controllare le passioni; da adulto, sii giusto; da anziano, dai buoni consigli; quando stai per morire, sii senza rimpianti
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Intensa meditazione lirica e filosofica che indaga il senso profondo dell’esistenza, questa silloge cristallizza il passaggio inesorabile del tempo e la costante ricerca della verità, proponendo un percorso etico volto a orientare l’uomo nelle sue fragilità e muovendosi con armonia tra la concretezza della vita quotidiana e un’incessante tensione verso l’oltre. Attraverso una poetica che rifiuta lo sperimentalismo astratto, l’opera affronta il contrasto tra la dimensione terrena e l’Eterno, ripercorrendo le fasi della vita dall’infanzia alla maturità. La riflessione si allarga al valore sacro delle relazioni umane, all’affetto intergenerazionale e alla figura femminile come fonte di cura. Il simbolo guida è la mano, evocato anche dagli scatti fotografici in bianco e nero che accompagnano i testi, allegoria di accoglienza, lavoro e spinta del desiderio verso l’Alto. Tra slanci di preghiera, inviti a rallentare il ritmo frenetico della modernità e meditazioni sul presente, la parola si fa guida spirituale.
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