Si intitola “Fiabe difettose” il primo libro di Elena Lampugnani, 47 anni, fiorentina d’adozione, ma nata e cresciuta Seregno. Edito da Dieci Lune, è stato presentato venerdì 5 dicembre a Firenze. Laureata in Lettere, giornalista per il nostro giornale (“Il Cittadino di Monza e della Brianza” n.d.r.) dal 2003 al 2010, Lampugnani dopo il trasferimento a Firenze non ha smesso di scrivere, anche se ha lasciato la cronaca per dedicarsi ai racconti. Da anni segue un corso di scrittura creativa che fa capo al “Giardino dei ciliegi”, con il quale ha pubblicato racconti con altri autori. Ma adesso è arrivato Fiabe difettose.
«È un’emozione diversa – ha commentato Lampugnani, docente di lettere alla secondaria di primo grado Barsanti -: Scrivo da anni e mi piace soprattutto la scrittura di storie per i più piccoli. Ringrazio la mia insegnante del gruppo Marialuisa Bianchi che mi ha spronata a scegliere una decina di racconti e proporli a qualche editore. La risposta è arrivata da Dieci Lune, casa editrice molisana.»
Fiabe difettose raccoglie dieci fiabe. Qualche titolo: Scambi incrociati, Sogni di solitudine, Complimenti assenti, fino ad arrivare a Camere separate. Ma perché sono “difettose” queste fiabe?
«Accanto a fiabe con i classici personaggi di principi e principesse – ha spiegato Lampugnani – ci sono fiabe i cui personaggi fanno i conti con qualche mancanza: c’è il principe che non sapeva fare domande; la bambina che non sentiva il silenzio; la fata che non sopportava le ombre. Sono “difetti” che ricoprono, in un certo senso, il ruolo di antagonista. Sono racconti, fiabe, che invitano ciascuno ad accettarsi e a migliorarsi. Fiabe moderne che, a volte, fanno sognare, a volte insegnano a misurarsi con la realtà “difettosa” in un mondo in cui tutti sembrano aspirare alla perfezione.»
Per i bambini non potevano mancare i disegni realizzati da Giulio Calamandrei.
«Si tratta di illustrazioni in bianco e nero – ha spiegato l’autrice -, perché saranno i bambini a colorarle.» E ha proseguito: «L’editore, inoltre, ha voluto inserire, dopo ogni fiaba, le “Letture difettose”, suggerimenti per interpretare in chiave psicologica il testo, una sorta di guida per i genitori.»
Un libro piacevole, da leggere, da colorare, per sognare e per riflettere. E non poteva mancare la dedica.
«È dedicato a mio papà Adriano. Perché se mi dedico a questa passione è grazie a lui che mi ha sempre spronata a coltivare l’arte.»
